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Parioli II

Categoria editoriale: I quartieri di Roma

Parioli è il secondo quartiere di Roma, indicato con Q. II.
Il toponimo indica anche la zona urbanistica 2B del Municipio Roma II di Roma Capitale.
Il nome deriva dalla denominazione di "Monti Parioli", data a un gruppo di colline tufacee prima dell'urbanizzazione dell'area, avvenuta agli inizi del Novecento. Alcuni affermano che il nome derivi da peraioli, per le coltivazioni di peri che vi si trovavano.
"Pelaiolo" o "Peraiolo" è il nome originario dei colli dove attualmente si estende il quartiere Parioli, termine contadino che richiama i frutti del pero. Inizialmente, sulle colline affacciate sul Tevere e sull'Aniene, sorgevano solo casali suburbani con i loro latifondi che segnavano il confine tra la città e l'Agro Romano: tra rade costruzioni, stalle e maneggi si snodava un reticolo di viali ombrosi.
Quando Roma diventa Capitale del Regno d'Italia, nascono rapidamente nuovi quartieri oltre le mura aureliane, Il quartiere Parioli è fra i primi quindici sorti a Roma nel 1911 ed ufficialmente istituiti nel 1921.
La costruzione di viale Parioli si ha su iniziativa di Filonardi e Giorgi, i proprietari dei terreni interessati alla creazione della nuova grande arteria. Il loro progetto prevede, lungo la strada, la costruzione di eleganti villini. Il viale Parioli, prolungato a viale Liegi, viene concepito come una "passeggiata di città", con pista-galoppatoio laterale all'ombra degli alberi.
Quando le azioni delle Immobiliari precipitano la realizzazione delle nuove costruzioni lungo il viale rallenta fino ad interrompersi. Le difficoltà di edificazione sono ostacolate, da una parte dall'oragrafia della zona, dall'altra dall'attesa del nuovo piano regolatore che avrebbe dovuto alzare i prezzi dei terreni fuori porta. Nei primi anni del Novecento si allungano i viali Tiziano e Pilsudsky, sempre concepiti come passeggiate per la nascente borghesia.
In quegli anni lo sviluppo edilizio del quartiere era legato al nome di Edmondo Sanjust di Teulada. Nel 1909 l'urbanista, nella relazione al suo piano, stabilisce che non sarebbero sorti grandi edifici, ma solo ville e villini con grande estensione di giardini. Purtroppo questo resta solo un progetto sulla carta, poiché, il regolamento edilizio speciale del 1922 definisce e varia come tipologia edilizia la palazzina sulla strada di quattro piani e diciannove metri d'altezza, senza giardino. Con l'avvento del regime fascista i Parioli diventano "zona aristocratica", destinato ai gerarchi del regime, anche se hanno già ospitato molti nobili ed esponenti della burocrazia giunta a Roma con i Savoia.
Il quartiere fu completato durante gli anni cinquanta. La domanda di case cresce insieme al boom. Per le Olimpiadi del 1960, svolte a Roma, l'area compresa tra le pendici di villa Glori, la via Flaminia e il viale Pilsudsky è scelta per costruire una serie di importanti attrezzature sportive e di servizio. Un'altra importante infrastruttura realizzata per le Olimpiadi è corso Francia che termina contro la collina dei monti Parioli, smista il traffico, da una parte, verso piazza Ungheria e, dall'altra, verso il centro cittadino.
La Moschea di Roma vista da piazza delle Muse.
Con il piano regolatore del 1965 ai Parioli, come in altri quartieri della "periferia storica" si possono aumentare superfici e volumi del 30%. Demolendo e ricostruendo si arriva invece a ricavare spazi aumentati anche del 100%. A ciò si aggiunga il mutare della destinazione d'uso delle unità abitative. La collina residenziale diventa così rapidamente zona di servizi e di transito. Il quartiere ospita ambasciate e consolati, banche estere e società finanziarie e una miriade di studi e uffici. Il giro d'affari, legato alla terziarizzazione, determina la rapida moltiplicazione di bar, ristoranti e negozi, un tempo scarsissimi.

Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parioli

 


Scritto da: Enki EA


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